Ho sentito i tuoi discorsi,ti ho visto piangere e morire
per una volta.
Qual è la storia della tua ferita,sanguina,sanguina nulla
tiepido.
Forse è per questo,le tue paure non hanno ombra,nè corpo.
Per me,danza.Per me,danza.Per me,danza.
Ho visto l'asprità nel tuo riflesso per troppe volte.
Qualsiasi sensazione è soggettiva,utile?
Lascia il tuo segno.Lascia il tuo segno.Lascia il tuo
segno.
Cadendo in ginocchio,testa fra le mani.
Credevo all'illusione,che ciò che non ti uccide,non possa
ritornare come cancrena a spegnere sorrisi.
Cammino ancora,col baricentro basso,e non dimentico.
La tua passione dura solo per quel breve attimo di
debolezza.
Cerchi conforto,per poi sputarmi addosso.
Tutto ritorna indietro.
Saremo soli,saremo persi,saremo estranei che si ignorano.
Saremo pezzi di un destino senza pace messi di fronte alle
nostre scelte.
Giorni,specchi di memoria arsi,arsi per notti,echi di
morìa.
Nessun aiuto,nessuna compassione,da parte mia solo un
ricordo.
Sparsi tra il vento,echi scanditi,dal tempo,tempo delle
foglie.
Rispetto del dolore.Danza d'ottobre,tutto ritorna
indietro,verranno giorni grigi tutti uguali.
Incubi aperti,rossi come lava,carne distrutta,nera
lacerata.
C'è chi non sanguina e sparisce senza lasciare traccia.
C'è chi si avvinghia alla carcassa sofferente,ma dentro
solida...del proprio io.
Rimarca,con facilità il suo grigiore.
Attrito sulla mia pelle,di ciclo in ciclo.
Página 1 / 2