L'Angolo dell'Anima

Andrea Chimenti

Esiste un tempo per tutte le cose, esiste un tempo per 
meravigliarsi di tutto. Un tempo per vivere tutte le 
emozioni, tutti i pensieri, tutti quei gesti che mi hanno 
rattristati come se avessi voluto viverli e non ci 
riuscissi.

Non riuscire a sentire, ad essere umano...a convivere da 
dentro l'anima triste con gli uomini miei fratelli sulla 
terra. Non riuscire ad essere utile nemmeno sentendo. Non 
riuscire ad essere pratico, quotidiano, nitido. Ad avere un
 posto nella vita, un destino tra gli uomini, un'opera, una
 forza...

...una volontà, un orticello, una ragione per riposare, una
 necessità per distrarmi...Non riuscire ad avere una 
cosa...una sola cosa venuta direttamente dalla natura per 
me.

Ah, poter sentire tutto in tutte le maniere, vivere tutto 
da tutte le parti, essere la stessa cosa in tutti i modi 
possibili allo stesso tempo. realizzare in se tutta 
l'umanità di tutti i momento in un solo momento diffuso, 
profuso, completo e distante.

Mi sono moltiplicato per sentirmi, per sentire ho dovuto 
sentire tutto, sono straripato, non ho fatto altro che 
traboccarmi. Mi sono spogliato, mi sono dato, e in ogni 
angolo della mia anima, io, ho messo un altare ad un Dio 
differente...

"io che sono più fratello di un albero che di un operaio, 
"io, che sento più il dolore presunto del mare quando batte
 sulla spiaggia che il dolore reale dei bambini che sono 
battuti..."
"io, infine, letteralmente io, e io anche metaforicamente; 
io, inviato dal Caso alle leggi irreprensibili della 
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vita..."
"Io, questo degenerato superiore senza archivi nell'anima, 
senza personalità con valore dichiarato..."
"io, l'investigatore solenne delle cose futili, che sarei 
capace di andare a vivere in Siberia solo perché non ne 
sopporto l'idea..."
"Io, che tante volte mi sento così reale come una metafora,
 come una frase scritta da un malato nel libro della 
ragazza incontrata sul terrazzo, o una partita a scacchi 
sul ponte di un transatlantico..."
"Io, il paesaggio sullo sfondo..."io, una lettera nascosta,
 io, consapevole del cielo poiché ci sono giorni in cui non
 lo guardo ma solamente lo sento; io, esisto senza che io 
lo sappia e morirò senza che io lo voglia; io, l'intervallo
 tra ciò che sono e ciò che non sono, tra quanto sogno di 
essere e quanto la vita mi ha fatto essere...la media 
astratta e carnale tra cose che non sono niente, più il 
niente di me stesso...io, che inquietudine se sento, che 
disagio se penso, che inutilità se voglio...Io, varco 
interrotto di un impulso invisibile...
io, temporalesco e silenzioso;
io, lontano dal rumore della terra...
lontano dal silenzio del cielo...
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