......ma la vita si era già trasferita nell'entroterra e
aveva investito tutto in proprietà immobiliari. A quei
tempi gli Dei occupavano tutti i migliori appartamenti. Da
balconi di nuvole e marmo, si divertivano a osservare le
scimmie scendere dagli alberi, per cogliere cetre. Oggi gli
dei vivono nel ghetto, perché è nel ghetto che stanno le
storie. L'uomo ha sempre invocato gli immortali attraverso
i sacrifici, i rapporti sessuali e la narrazione. Ma di
sacrificio ormai non si parla più, il sesso è diventato
motivo di afflizione invece che di gioia per il mondo, e
abbiamo cominciato a permettere a società per azioni di
raccontare per noi le nostre storie, i nostri complicati
miti di luce e di tenebra avvolte a spirale, ridotti a
luoghi comuni da fast food e spudorate bugie, che
meraviglia c'è se gli Dei sono annoiati e alienati, se li
troviamo sdraiati nei vicoli del ghetto, ubriachi di
inchiostro da teatro, ogni sommossa è un balletto, la
ribellione è opera, la dissoluzione è un cantico in corso e
la storia è un romanzo che stiamo scrivendo voi e io.
Ascoltate! La vostra vita è una storia. Ve la state
inventando. E vi conviene cominciare a farlo come meglio
potete, perché ieri sera tardi, quando mezzanotte mostrava
il suo ghigno di lupo, ho visto il vecchio arrivare dalla
collina con un sacco di chicche in spalla. E gli Dei, nel
ghetto, si stanno agitando. (Tom Robbins)
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