Sono un centravanti di mestiere oggi bisogna vincere da tre
giornate non segno perché mi si è ristretta la porta
succede a tutti, e succede sempre: quando non gira, non
gira niente.
Sono un centravanti di mestiere, è la mezz'ora e non ho
visto una palla decente, ma non mi arrendo, perché non sto
giocando per i soldi e per la stampa: ma per la maglia e
per la curva che ancora canta e non si stanca.
Sono un centravanti di mestiere, la difesa avversaria mira
alle caviglie: quando sei un pericolo ti prende le misure,
e raddoppia le marcature, perché quando vuoi far bene ci si
mettono in tanti a non farti andare avanti.
Fine primo tempo.
nello spogliatoio il mister è sul filo del rasoio, la
panchina è a rischio, ci dice :" dobbiamo lottare tutti
insieme i problemi non si risolvono da soli!" Ma lo so che
a me sta chiedendo la differenza, perché soltanto il gol
vale la mia presenza.
Sono un centravanti di mestiere, è la ripresa e non si
sfonda, spalle girate e gioco di sponda,
come la vita: non l'ho ancora capita, ma sono entrato in
partita;
ho provato a spostarmi a destra e non cambia niente, a
sinistra uguale gioco sul filo del fuori gioco c'è una voce
nella testa che mi dice alla prima buttati.
Cazzo: ammonito, simulazione, adesso l'arbitro non mi crede
più. Tensione, andiamo in difficoltà,
perchè per questa mia furbata ci rimettiamo tutti quanti,
allora torno a centrocampo a prendermi i palloni,
dò una mano alla difesa, in tribuna iniziano a fischiare,
che cazzo ne sanno loro che mi dicono di andare a lavorare
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