D A G D C G E allora è venuta la voglia di rompere tuttoD A G le nostre famiglie, gli armadi, le chiese, i notaiD A G Bm i banchi di scuola, i parenti, le "centoventotto"G D A trasformare in coraggio la rabbia che è dentro di noiG D E tutto che saltava in ariaG D e c'era un senso di vittoriaG A come se tenesse conto del coraggioD C G la storia.D A G D C G E allora è venuto il momento di organizzarsiD A G di avere una linea e di unirsi intorno a un'ideaD A G Bm dalle scuole ai quartieri alle fabbriche per confrontarsiG D A e decidere insieme la lotta in assemblea.G D E tutto che sembrava prontoG D per fare la rivoluzione...G A ma era una tua immagine o soltantoD C G una bella intenzione.D A G D C G E allora è venuto il momento dei lunghi discorsiD A G ripartire da zero e occuparsi un momento di noiD A G Bm affrontare la crisi, parlare, parlare e sfogarsiG D A e guardarsi di dentro per sapere chi sei.G D E c'era l'orgoglio di capireG D e poi la certezza di una svoltaG A come se capir la crisi voglia direD C G che la crisi è risolta.D A G D C G E allora ti torna la voglia di fare un'azioneD A G ma ti sfugge di mano e si invischia ogni gesto che faiD A G Bm la sola certezza che resta è la tua confusione,G D A il vantaggio di avere coscienza di quello che seiG D ma il fatto di avere la coscienzaG D che sei nella merda più totaleG A è l'unica sostanziale differenzaD C G da un borghese normale.D A G D C G E allora ci siamo sentiti insicuri e stravoltiD A G come reduci laceri e stanchi, come inutili eroi,D A G Bm con le bende perdute per strada e le fasce sui voltiG D A già a vent'anni siam qui a raccontare ai nipoti che noiG D noi buttavamo tutto in ariaG D e c'era un senso di vittoriaG A come se tenesse conto del coraggioD la storia.
I Reduci
Giorgio Gaber
- A
- Bm
- C
- D
- G
Continua depois do anúncio
Tom: